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EURECA AVVIA CLASS ACTION PUBBLICA CONTRO IL FISCAL COMPACT

Non piu' solo critiche e polemiche, ora in Italia c'è chi ricorre alla carta bollata e denuncia il Fiscal Compact. Con atto di significazione e diffida del 9 febbraio 2018 l’Associazione Eureca (Europa Etica dei Cittadini e delle Autonomie) ha avviato una class action pubblica (ex art. 3 del D.Lgs. 198/2009) e ha diffidato il Ministro dell’Economia e delle Finanze e le altre Amministrazioni competenti a rendere effettivo il diritto ad una buona amministrazione. Diritto che l’Associazione ritiene essere stato violato con l’attuazione delle regole di condotta scaturenti dal suddetto trattato internazionale. Il Fiscal Compact - che l'Unione vorrebbe inserire ufficialmente nel diritto europeo, blindandolo - secondo EURECA ha sottratto agli Stati membri la piena autonomia delle scelte di politica economica, togliendo loro la facoltà di usare la leva del debito ed obbligandoli a sottoporsi al rispetto di regole rigidissime quali quelle previste in caso di sforamento dei criteri sul deficit o sul debito. Con tale azione - promossa dall'avv. Federico Tedeschini, vicepresidente di Eureca e titolare di uno dei più importanti studi di diritto amministrativo in Italia - sono dunque state invitate tutte le Amministrazioni competenti a voler adottare – ciascuna per quanto di rispettiva spettanza – le misure utili, necessarie e dovute, per porre fine alla protratta situazione di danno alla collettività nazionale provocata a seguito dell’approvazione del Trattato del 2012 (c.d. Fiscal Compact), ovvero a porre in essere tutte le misure necessarie ad una sua abolizione. Nel video, l'annuncio del ricorso da parte dell'avv. Tedeschini, il 14 febbraio nel corso del convegno promosso a Roma da EURECA e intitolato "Portiamo i cittadini in Europa".

Scarica l'atto di significazione e diffida.

Scarica il testo integrale della nostra istanza.

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La7 - Giulio Terzi ospite a

di GIULIO TERZI

La missione effettuata il 20 giugno scorso al Palais des Nations di Ginevra dalla delegazione del Partito Radicale e del Comitato Globale per lo Stato di Diritto, con Matteo Angioli e Laura Harth, ci ha consentito di coinvolgere ulteriormente gli organi più direttamente interessati delle Nazioni Unite e i Paesi membri a noi più vicini, al nostro quotidiano impegno di militanti radicali , in sostegno dello Stato di Diritto e della democrazia liberale in tutto il mondo.

TAJANI2

In mezzo all’assordante e imbarazzante silenzio della nostra campagna elettorale sulle questioni europee – vero centro nevralgico di interesse per l’Italia – per fortuna c’è chi, come Antonio Tajani accende i riflettori su una questione di enorme importanza per i cittadini italiani e di tutta Europa: il futuro della UE. E’ infatti su iniziativa del Presidente del Parlamento Europeo che domani, a Bruxelles, si terrà in Plenaria il primo dibattito sul futuro dell’Europa con il Primo ministro irlandese, Leo Varadkar.

PREOCCUPATI2

Siamo punto e a capo. Bruxelles chiede all’Italia di correggere la manovra per un ammontare di 3,5 miliardi, altrimenti, è l’avviso, Roma rischia una procedura di infrazione a maggio. In sostanza il premier Gentiloni e il ministro Padoan si trovano davanti a uno scomodo bivio. Anche agli occhi dei loro elettori. Continueranno a recitare la parte degli ultraeuropeisti ciechi anche di fronte all’evidenza, oppure di respingere il richiamo e di difendere i conti del loro governo?

TAJANIFOTO2

Il Parlamento Europeo, seppur privo dei poteri necessari, stavolta è riuscito a ottenere un importante risultato. Grazie all’intervento del presidente, Antonio Tajani, la Ssm, organo di supervisione della Banca Centrale Europea, ha deciso di riconsiderare la sua proposta di <stretta> sugli accantonamenti sui crediti deteriorati degli istituti di credito.