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Siamo punto e a capo. Bruxelles chiede all’Italia di correggere la manovra per un ammontare di 3,5 miliardi, altrimenti, è l’avviso, Roma rischia una procedura di infrazione a maggio. In sostanza il premier Gentiloni e il ministro Padoan si trovano davanti a uno scomodo bivio. Anche agli occhi dei loro elettori. Continueranno a recitare la parte degli ultraeuropeisti ciechi anche di fronte all’evidenza, oppure di respingere il richiamo e di difendere i conti del loro governo?

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Il Parlamento Europeo, seppur privo dei poteri necessari, stavolta è riuscito a ottenere un importante risultato. Grazie all’intervento del presidente, Antonio Tajani, la Ssm, organo di supervisione della Banca Centrale Europea, ha deciso di riconsiderare la sua proposta di <stretta> sugli accantonamenti sui crediti deteriorati degli istituti di credito.

GOLPE

Dopo le esitazioni della prima ora, l’Europa ha deciso di schierarsi  con fermezza a favore di Madrid e contro la fuga in avanti della Catalogna. Pertanto, gli indipendentisti di Barcellona si trovano adesso più isolati che mai sia dalle istituzioni Ue, sia dai governi del Vecchio Continente. 

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Oggi, domenica 22 ottobre, con un articolo firmato da Lucrezia Reichlin, il Corriere la Sera ammette che le regole dell’euro non funzionano. E’ da qualche settimana, dopo anni e anni di propaganda in senso contrario, che il quotidiano di via Solferino ha cominciato a cambiare rotta e ad ammettere i gravi problemi causati da una moneta unica fatta con i piedi.

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Per molti colossi del web, da Google ad Amazon a Facebook, la pacchia potrebbe concludersi presto. L’Unione Europea sembra infatti decisa a mettere fine al regime attuale che, grazie all’attivita’ svolta interamente sulla rete, consente a molte grandi imprese di non pagare per intero le tasse, provocando di fatto un grave danno economico a numerosi stati.