Olli Rehn ignora parlamenti e cittadini: ‘Le regole UE le decidono i governi’

‘La paternita’ del Fiscal Compact appartiene ai capi di Stato o di governo, un trattato intergovernativo. Non stata un’iniziativa della Commissione europea, ma di alcuni Stati-membri, e firmata da 25 Stati su 27′. Parole di Olli Rehn gia’ commissario europeo, uno dei falchi del rigore che negli ultimi anni si sono battuti per inasprire fortemente le norme dei Trattati europei ma che, non avendo la forza politica per riuscirci, hanno aggirato l’ostacolo.  Ovvero sono ricorsi a norme di rango inferiore, come il Patto di Stabilita’, o a norme estranee al diritto europeo, come nel caso del Fiscal Compact. In entrambi i casi si tratta di provvedimenti legislativi che, regole europee alla mano, non possono cambiare i Trattati. Non possono, appunto, ma pero’ e’ stato fatto. E ora Rehn – nell’intervista pubblicata oggi dal Corriere d ella Serra – in qualche modo lo dice lui stesso. L’ex commissario UE afferma anche che ‘gli sforzi del governo italiano di Mario Monti sono stati, oltre che necessari per l’economia italiana, anche utili per riguadagnare la fiducia del mercato e tenere a bada gli spread e gli strumenti finanziari derivati, i Cds. Obiettare al Fiscal Compact, e quindi alla creazione del Meccanismo europeo di stabilita’ che era legato a questo nel Consiglio – sostiene ancora Rehn – sarebbe stato significativamente negativo per l’Italia, in quanto il Meccanismo europeo era visto come cruciale nel gestire la crisi del debito sovrano, e nel contenere il contagio ad altri Paesi vulnerabili”.
Il politico finlandese sostiene inoltre che le ‘decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea, incluse quelle relative agli acquisti di titoli, sono prese esclusivamente sulla base della loro efficacia nell’ottenere l’obiettivo della stabilita’ dei prezzi. E che cosi’ dev’essere. Decisioni cruciali, come i Piani di finanziamento a lungo termine e pi tardi il Quantitative easing – racconta – furono prese dal Consiglio direttivo in assoluta indipendenza. Nella consapevolezza di una possibile resistenza politica, furono azioni coraggiose e astute, oltre che decisive, come sappiamo. Non mi risultano accordi politici o intese su queste decisioni indipendenti

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