L’Europarlamento dice no al Fiscal Compact nel diritto UE

 

di ANGELO POLIMENO BOTTAI

Il Fiscal Compact, Trattato internazionale che cambia e inasprisce le regole economico-finanziarie dei Trattati Ue (secondo EURECA in maniera illegittima), non verrà inserito nel diritto europeo. Lo ha deciso la commissione Econ dell’Europarlamento che, con un voto molto combattuto, ha bocciato la proposta della Commissione Europea. Il risultato della consultazione, un pareggio 25 a 25, comporta infatti il rigetto del documento.

Cosa succede ora? Per la Gue/Ngl <resta confuso. E il presidente della commissione si rivolgerà agli esperti legali> per avere indicazioni. Se la proposta fosse passata, spiega, il suo contenuto sarebbe stato vincolante per tutti gli Stati membri. Per l’Italia è un passaggio importante: il Fiscal Compact, tra l’altro, prevede la cosiddetta regola del debito (Debt Rule), per la violazione della quale l’Italia potrebbe subire una procedura per deficit eccessivo connessa al debito.

La regola prevede, con eccezioni, l’obbligo di ridurre il debito pubblico nella misura di un ventesimo ogni anno dell’eccedenza rispetto alla soglia del 60% (del Pil). Il Fiscal Compact detta anche l’inserimento nelle Costituzioni dei Paesi firmatari (tra cui il nostro) dell’obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio (l’Italia, errore grave, ha provveduto a farlo nel 2012).

 

 

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