L’inciucio alla tedesca può ridare respiro all’Europa

L’accordo per una nuova Grosse Koalition – in Germania si chiama così quello che da noi sia chiama dispregiamente inciucio – è stato raggiunto. A prezzo di grandi sacrifici, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha stretto un’intesa con i socialdemocratici della Spd diMartin Schulz. Un’alleanza che le è costata cara, ma che le apre potenzialmente le porte di un quarto mandato. Potenzialmente, perché il nuovo esecutivo dipende ancora da una condizione: potrà formarsi solo se la base della Spd darà il suo via libera. A partire dal 20 febbraio si terrà una consultazione interna in cui i circa 460mila militanti socialdemocratici (che lezione di democrazia per i partiti italiani!) saranno chiamati a votare l’accordo, e il risultato sarà reso noto il 4 marzo. Se dovesse arrivare un no, la cancelliera sarebbe davanti a una scelta difficile: o formare un instabile governo di minoranza, o andare a nuove elezioni, entrambi scenari inediti nella Germania del dopo guerra.
<Sono convinta che questo accordo di coalizione sia il fondamento di un governo stabile, di cui il nostro Paese ha bisogno e che molti nel mondo si attendono da
noi>, afferma Merkel al termine di circa 24 ore di negoziati senza sosta a Berlino. Davanti alle reticenze della Spd ad allearsi nuovamente con lei, i conservatori hanno dovuto fare molte concessioni. Prima fra tutte quella relativa alla formazione della squadra di governo vera e propria: la Spd ottiene numerosi ministeri chiave, fra i quali quello delle Finanze. Una svolta storica questa, perché costituisce una rottura netta con l’eredità del conservatore Wolfgang Schäuble, che è stato titolare delle Finanze per otto anni, fino alla fine del 2017. Significa la fine dell’era dell’intoccabilità del surplus commerciale estero della Germania. Significa salari più alti per operai e impiegati, meno contratti a termine e di durata meno lunga. Più contratti a tempo indeterminato. Da questa situazione ne trarranno vantaggio la qualità della vita dei cittadini della Repubblica Federale come anche le concorrenti degli altri paesi che esportano veicoli o elettrodomestici Anche le imprese italiane potranno sfruttare questa nuova opportunità. Al posto di Schäuble dovrebbe arrivare Olaf Scholz, sindaco di Amburgo nonché figura rispettata all’interno della Spd. <Ammetto che la questione di chi ottiene quale ministero non è stata semplice”, ha ammesso Merkel. E su Twitter uno dei suoi deputati, Olav Gutting, ha ironizzato: <Almeno abbiamo mantenuto la cancelleria>.
Alla Spd spetterà anche un altro ministero chiave, quello degli Esteri, che dovrebbe andare proprio a Martin Schulz. Lo ha comunicato lui stesso in serata, confermando le indiscrezioni già filtrate sulla stampa. Schulz ha annunciato che si dimetterà da presidente del partito socialdemocratico tedesco Spd e che mira a diventare ministro degli Esteri. Inoltre l’ex presidente dell’Europarlamento, 62 anni, ha riferito che intende proporre Andrea Nahles, 47 anni, attualmente capogruppo parlamentare del partito, per sostituirlo alla guida della Spd, sostenendo di non essere in grado di assicurare al meglio <ilprocesso di rinnovamento del partito>. Andrea Nahles, ex ministra del Lavoro, sarebbe la prima donna a dirigere il più vecchio partito della Germania. Un volta-faccia per colui che alla fine del 2017 diceva ancora che non avrebbe mai partecipato a un governo di Angela Merkel.
La Csu, cioè l’ala più a destra della famiglia politica di Merkel, recupera un super-ministero dell’Interno, della Costruzione e della Heimat, cioè la patria. Un impegno questo per l’elettorato più conservatore: la Csu da due anni non smette di denunciare quella che definisce una politica migratoria troppo generosa da parte della cancelliera, e non intende farsi sottrarre terreno dal partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) nelle elezioni in programma in Baviera alla fine dell’anno.
L’accordo prevede che il prossimo mandato di Merkel, teoricamente fino all’autunno del 2021, venga portato avanti sotto il segno del rilancio dell’Europa, in base alle priorità già elencate dal presidente francese Emmanuel Macron. <Convinceremo ora i militanti che abbiamo negoziato un accordo molto buono>, ha detto Schulz, il quale per provare a ottenere il sì della base ha ottenuto che l’accordo includa una clausola di rivalutazione fra due anni, in modo da tenere Merkel sotto pressione fin dall’inizio del mandato.

 

Leave a comment