Brexit, gelo tra May e Junker

Una cena “disastrosa”, durante la quale la premier britannica Theresa May è stata avvertita che le chance di un accordo sono meno del 50%. Questo il resoconto del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemaine Zeitung della cena di mercoledì sera a Downing Street tra la May ed il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, in vista del summit straordinario di sabato 29 aprile a Bruxelles, che ha approvato le linee guida del negoziato sulla Brexit.
Secondo il giornale, dopo 90 minuti, Juncker avrebbe lasciato la cena sulle possibilità di arrivare ad un accordo sull’uscita del Regno Unito dalle Ue entro due anni. E, in un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Angela Merkel, avrebbe accusato la May di .
Al centro dello scontro, in particolare, il conto del divorzio di Londra da Bruxelles, quantificato in circa 60 miliardi di euro, che il Regno Unito non riconosce. L’Ue che i membri possono lasciare senza pagare, avrebbe detto il presidente della Commissione europea. Non e’ tutto. Juncker ed il capo negoziatore della Commissione europea per la Brexit, Michel Barnier, presente alla cena, sarebbero rimasti più che sorpresi nel sentire che, secondo la May, la questione dei tre milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito possa essere risolta entro il vertice Ue di giugno. “Più cose sentivo, più diventavo scettico”, avrebbe insistito Juncker, secondo le rivelazioni della Faz.
La premier della Gran Bretagna avrebbe poi espresso l’auspicio che i dettagli sui negoziati sulla Brexit – che dovrebbero tenersi, non appena iniziati, quattro giorni al mese – siano tenuti segreti, una richiesta respinta da Juncker e Barnier, secondo i quali tutti i 27 Paesi membri e le istituzioni Ue dovranno essere tenuti informati degli sviluppi. Infine, per sottolineare la complessità del negoziato, che richiederà tempi più lunghi rispetto alle previsioni ottimistiche della May, il presidente della Commissione europea ha portato con sé le duemila pagine dell’accordo commerciale Ue-Canada e una copia dell’accordo di adesione della Croazia all’Unione, che hanno richiesto anni.
Quanto poi ai diritti dei cittadini europei dopo la Brexit, May avrebbe detto al numero uno dell’esecutivo di Bruxelles che in futuro avranno gli stessi diretti di residenza e lavoro di qualsiasi altro cittadino non britannico. Uno scenario definito problematico da Juncker, dal momento che adesso i cittadini europei nel Regno Unito godono di maggiori diritti. questa questione, avrebbe sottolineato l’ex premier lussemburghese.
Richiesto di un commento, un portavoce della Commissione europea non ha voluto dire nulla, salvo citare le parole pronunciate da Juncker sabato scorso, secondo cui quello del 26 aprile a Londra è stato .

Leave a comment