Draghi: Crisi Ue superata, ora sovranita’ comune

‘La crisi economica dell’Eurozona e’ alle nostre spalle, la ripresa e’ solida e sempre piu’ ampia, ma per l’Europa servono ulteriori progressi’. E’ quanto afferma Mario Draghi, protagonista, il 18 maggio scorso, di un importante quanto sorprendente intervento in occasione del conferimento di una laurea honoris causa all’Universita’ di Tel Aviv. Secondo il Presidente della Bce, in Europa occorre andare oltre  l’Unione economica e monetariaa,  serve piu’ integrazione e mettere insieme sovranita’. Non e’ tutto. Draghi sostiene anche che occorre lavorare su sicurezza, migranti, difesa e che queste sfide possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranita’.

L’integrazione europea –  dice Draghi – avviata all’indomani della Seconda Guerra mondiale, e’ stata la risposta al disperato bisogno di pace dei cittadini. Il sistema di trattati tra i governi che ha dominato le relazioni europee tra le due guerre e anche prima ha completamente fallito in quello per cui servono i governi: sicurezza e prosperita’. Mettere insieme sovranita’ su temi di comune interesse e’ diventata  la nuova base della cooperazione tra le nazioni europee. All’epoca un simile progetto sembrava audace e ottimistico, cosi’ come oggi sembra audace ed ottimistico chiedere maggiore integrazione. Ma i nostri fondatori avevano ragione. L’Europa ha conseguito pace, prosperita’ e stabilita’ politica per un periodo di tempo senza precedenti nella storia. “Quest’anno  – ha aggiunto il numero 1 della Bce – e’ il 60esimo anniversario del Trattato di Roma e il 25esimo anniversario del Trattato di Maastricht, che ha creato l’Unione monetaria. Tuttavia servono ulteriori progressi. L’architettura istituzionale dell’Unione economica e monetaria resta incompleta sotto diversi aspetti. La crisi ha messo in evidenza la debolezza strutturale della nostra costruzione e ci ha obbligato a muoverci. L’aggiustamento e’ iniziato con la creazione dell’unione bancaria. Ma il lavoro e’ lontano dall’essere esaurito e le sfide che dobbiamo affrontare vanno oltre l’Unione economica e monetaria. Riguardano sicurezza, migranti, difesa e queste sfide possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranita’. L’Ue e l’euro hanno sempre richiesto l’appoggio della maggioranza dei cittadini europei ma, spesso, si sentiva solo un’opposizione rumorosa. Ora questa maggioranza silenziosa ha ritrovato la sua voce, il suo orgoglio e la fiducia in se stessa. Solo lavorando insieme le nazioni europee possono superare queste sfide, L’opportunita’ di un progresso e’ reale”.

Discorso importante, questo di Draghi. Ma – a nostro avviso – per poterlo commentate positivamente o negativamente dovremmo capire piu’ in profondita’ come Draghi ritiene che debba avanzare il processo di integrazione e di cessione di sovranità’ da parte dei singoli stati. Mettendo tutti i Paesi dell’UE attorno a un tavolo e riscrivendo iTrattati alla luce delle reali esigenze di tutti, correggendo gli squilibri creati dal ’97 fino ad oggi anche attraverso norme illegittime che hanno avvantaggiato taluni e penalizzato altri? Se e’ così, si può’ discutere. Oppure, per cedere sovranita’ significa continuare a consegnare spazi di intervento e di competenza su questioni vitali per i singoli paesi a una realta’ sovranazionale incompiuta, le cui decisioni, spesso, vengono prese all’insaputa dei cittadini, evitandone la consultazione, non tenendo conto delle loro radici culturali e delle  loro esigenze sociali. Se questa – come purtroppo succede da anni – e’ la strada che si vuole continuare a percorrere, non ci siamo.

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