Italia, svegliati: l”europeista’ Germania fa ricorso contro il Quantitative Easing

La Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe ha deciso di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità del programma di quantitative easing, lanciato nel 2015 dalla Bce per sostenere l’inflazione nella zona Euro. I giudici di Karlsruhe ritengono che vi ‘siano importanti ragioni’ per ritenere che l’acquisto di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea violi la proibizione di finanziare direttamente gli Stati, superando i limiti del mandato della Bce, secondo le contestazioni presentate da vari ricorrenti.
Secondo diversi organi di informazione e Europea, l’iniziativa va letta in chiave elettorale. Ovvero sarebbe opera dei partiti populisti e di estrema destra tedeschi che cercano visibilità’ in vista delle elezioni politiche che si terranno in autunno in Germania. Le cose pero’ appaiono diverse. Infatti l’iniziativa della Corte tedesca di Karslruhe è stata sollecitata non solo dal cofondatore del Partito populista AFD, Bernd Lucke, ma anche dall’esponente dei conservatori bavaresi della CSU, Peter Gauweiler, e dal professore di diritto, Markus Kerber, il cui obiettivo è di proibire alla Bundesbank di partecipare al quantitative easing. Ciò significa che il cosiddetto populismo, almeno stavolta, non c’entra proprio nulla. C’entra invece il fatto che – a differenza che in Italia e al contrario da quanto si racconta nel nostro Paese – la Germania antepone sempre e comunque l’interesse nazionale a quello europeo. E fa bene visto che, ancora oggi, l’Unione europea e’ un’opera incompiuta. E’ priva di un’unione politica e fiscale, ciascuno stato membro ha regole costituzionali diverse, e gli stessi cittadini on godono di eguali diritti. In alcuni paesi, ad esempio, i cittadini possono pronunciarsi sui Trattati Ue con un referendum e in altri questo diritto viene invece negato. E’ democrazia questa?
Ma il suddetto ricorso della Corte suprema tedesca contro il QE ha anche un altro significato. Dimostra che in Germania, quando si ritiene illegittimo un provvedimento della Ue si sente il dovere verso la nazione e i suoi cittadini di impugnarlo nelle sedi dovute. In Italia, invece – vuoi per scarsa attenzione delle forze politiche, vuoi per eccessiva ‘timidezza’ delle stesse – non si procede allo stesso modo. La difesa dell’interesse nazionale viene considerato da molti una sorta di bestemmia. Chi osa affrontare la questione viene esposto al pubblico ludibrio: anti europeista, populista, fascista. Lo dimostra il fatto che nessuno ha mai ha pensato di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea contro il Patto di Stabilita’, semplice regolamento mai approvato da nessun parlamento nazionale nonostante questa norma cambi illegittimamente i Trattati europei e lo faccia maniera devastante per le economie di diversi Stati membri. E lo stesso dicasi per il Fiscal Compact, altra norma illegittima che viola i Trattati ed e’ causa di chiusura di imprese, licenziamenti, disoccupazione record, tagli continui alle pensioni e allo stato sociale. Su quest’ultima norma, tuttavia, come annunciato poche settimane fa, EURECA – con il suo responsabile legale, avv. Federico Tedeschini – ha preso l’iniziativa di presentare una class action pubblica al TAR. Chi fosse interessato ad aderire puo’ mettersi in contatto scrivendo ad info@assoeureca.eu.

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