Macron, Merkel e le fumose promesse sui Trattati

<I Trattati europei, se necessario, si possono cambiare>. Così sia Emmanuel Macron che Angela Merkel nel corso della visita del neo presidente francese alla cancelliera tedesca, la prima all’estero dopo l’elezione all’Eliseo.  <La modifica dei Trattati – dice Macron – fino a ieri era un tabù francese. Per me non lo è>. Affermazioni che posso indurre a sperare che l’Europa sia davvero alla vigilia di un cambiamento profondo. E’ davvero così? Sarà il tempo a darci la risposta. Per il momento, è bene essere cauti. E soprattutto, di fronte a dichiarazioni così entusiastiche, è necessario porre delle domande molto concrete. Cosa significa cambiare i Trattati? Meglio ancora: in che modo si pensa di procedere per cambiarli? Si pensa di continuare a utilizzare i metodi già impiegati dal 1997 ad oggi, quando venne varato il regolamento 1466/67, meglio conosciuto col nome di Patto di Stabilità e Crescita? Beh, se le cose stanno così – e noi temiamo che stiano effettivamente così – allora sono dolori. Perchè significa che i vertici dell’Unione Europea – che restano sotto stretto controllo tedesco – intendono proseguire a cambiare le regole attraverso norme di rango inferiore (il Patto, appunto), o attraverso norme estranee al diritto europeo (il Fiscal Compact, che è un Trattato internazionale e non dell’Ue).  Perchè questo trucco? Semplicemente perchè queste norme, che noi riteniamo illegittime, al contrario dei Trattati Ue, non necessitano del via libera di tutti i parlamenti nazionali e anche dei cittadini attraverso il referendum. Pertanto è più facile farle entrare in vigore e di conseguenza, è anche più facile inserirvi regole che favoriscono solo alcuni stati a danno di altri.

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