Savona: ‘Italia solida. Gli attacchi al debito pubblico conseguenza di gravi lacune europee’

di Angelo Polimeno Bottai

<Il debito pubblico italiano ha dietro un ingente patrimonio pubblico e privato nell’ordine dei 7 mila miliardi di euro, una propensione al risparmio delle famiglie comparativamente elevata rispetto all’Europa e una solida economia con una componente di rilievo capace di affermarsi nella competizione internazionale>. Affermazioni del ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, intervenuto alla Camera in aula alla Camera per esprimere i pareri del governo sulle risoluzioni presentate in seguito alle comunicazioni del premier Conte in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 a Bruxelles.

<Se nonostante ciò – aggiunge  – la democrazia italiana fosse esposta come già accaduto a gravi attacchi speculativi sul nostro debito pubblico non sarebbe l’effetto delle condizioni della sua sostenibilita ma di un’architettura europea con gravi lacune, la più grave delle quali è che non dispone degli strumenti consueti per una banca centrale. Gli strumenti alternativi finora proposti, discussi nel prossimo Consiglio per ovviare all’assenza di un prestatore di ultima istanza che contrastri la speculazione e per dotare l’Ue di un assetto istituzionale che affronti le crisi strutturali – osserva Savona – non appaiono adeguati nei tempi di reazione sempre lenti e nella dimensione necessaria sempre scarsa. Siamo fiduciosi che lo diventeranno e il governo opererà in tal senso>.

Savona – economista di primissimo piano, europeista convinto e descritto come euroscettico da coloro che in realtà, da anni, favoriscono politiche comunitarie sbagliate e che indeboliscono non solo l’Italia ma l’intera Unione  – spiega che a suo avviso lo Statuto della BCE deve essere adeguato negli obiettivi e negli strumenti assegnati a quello di cui dispongono le principali banche centrali. <Draghi – dice nel messaggio inviato in occasione della presentazione del rapporto Centro Studi Confindustria  – ha fatto un ottimo lavoro nei limiti del mandato assegnato alla BCE, ma i poteri di cui avrebbe dovuto disporre richiedono di essere rafforzati. Occorre – sottolinea – affrontare i problemi in discussione a Bruxelles uscendo dal contingente e inquadrandoli nella necessità e urgenza di mutamenti dell’architettura istituzionale dell’Ue>.

Il ministro scrice inoltre di condividere la valutazione secondo la quale l’impianto iniziale dell’euro non teneva conto nè della non ottimalità dell’euroarea né dei modi per difendersi dagli shock esterni. E ricorda che i proponenti della attuale linea politica sull’euro ritennero che <il mercato comune operante entro vincoli fiscali posti al livello del deficit e del debito pubblico e che una politica monetaria autonoma avrebbero consentito il superamento della non ottimalità dell’euroarea> e che tuttavia <costoro rifuggono dal dovere di suggerire le soluzioni avanzando argomenti speciosi, paure e minacce di crisi incombenti. Pertanto se queste crisi si manifestassero, sarebbe la conferma dell’esistenza di difetti di architettura istituzionale europea>.

Nell’intervento alla Camera Savona afferma inoltre che <anche se può apparire enfatico, il governo sta scrivendo una nuova storia, conducendo una battaglia civile. Non opera per la cronaca, questa può anche esserci avversa, ma sarà costretta a riflettere sulle iniziative che stiamo intraprendendo per conciliare l’architettura istituzionale dell’Unione europea con la politica che riteniamo necessaria per un’Europa diversa, più forte e più equa un obiettivo del programma di governo. Per questo dobbiamo però districarci dal contingente delle proposte in discussione nelle sedi comunitarie per integrarle con la nostra visione del futuro, sulla quale il Parlamento verrà interpellato>.

Leave a comment