CETA, luci e ombre del Trattato tra Ue e Canada

Questa settimana la Commissione Esteri del Senato ha dato il via libera al CETA, accordo economico e commerciale globale di 1.600 pagine che è stato stipulato tra l’Unione Europea e il Canada. Le trattative erano cominciate nel 2009 e sono terminate nel 2014. L’accordo è poi stato ratificato il 30 ottobre scorso, a Bruxelles, dopo alcune settimane in cui era rimasto bloccato dal no esspresso del parlamento della regione belga della Vallonia. Superato lo stallo, è nato ufficialmente il primo accordo commerciale tra l’Ue e una delle grandi economie mondiali.

Il Ceta è dunque il trattato più ampio, a livello bilaterale, che sia stato negoziato fino ad oggi. Esso  eliminerà il 99 per cento dei dazi doganali e altri ostacoli per le imprese. Secondo le stime diffuse dalla Commissione Europea, l’abolizione di tutte le imposte sui prodotti industriali da parte degli Stati aderenti  procurerà un risparmio degli esportatori europei che si tradurrà in circa 500 milioni di euro. Si calcola inoltre che quasi il 92% dei prodotti agricoli e alimentari dell’Ue verranno esportati senza dazi verso il Canada.

L’accordo dovrebbe quindi rendere molto più facile per gli esportatori e gli investitori europei fare impresa in Canada e dovrebbe contribuire a creare nuovi posti di lavoro in Europa.

APPALTI – Inoltre, le imprese dell’Unione potranno presentare domande per partecipare ad appalti pubblici canadesi a tutti i livelli di governo e, per le imprese canadesi, varrà il principio di reciprocità all’interno dell’Unione. La spesa annuale che l’esecutivo canadese affronta, per l’acquisto di beni e servizi da privati, supera i trenta miliardi di euro. Grazie all’accordo, le imprese europee potranno anche accedere ai mercati dei servizi e degli investimenti canadesi. Inoltre, potranno fornire servizi postali, di telecomunicazione e di trasporto marittimo.

PRODOTTI EUROPEI – Il Ceta riconosce lo <stato speciale> a diversi prodotti agricoli e alimentari europei e, tra i marchi Ig (indicazioni geografiche) che verranno protetti ci saranno, per esempio, anche numerose  eccellenze italiane. Tra queste, l’aceto balsamico, il prosciutto di Parma, la mozzarella di bufala campana, il Grana Padano. L’intesa, tuttavia, riguarda un centinaio di prodotti, su un totale di oltre tremila a livello europeo.

INNOVAZIONI E PRODOTTI FARMACEUTICI E ARTISTICI – Il Trattato interessa anche i diritti di proprietà intellettuale. Il CETA prevede che il Canada allineerà la propria protezione del diritto d’autore alle norme dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale. L’accordo ha l’obiettivo di sostenere gli artisti e chi lavora nei settori creativi in Europa a ricevere una retribuzione adeguata. L’accordo riguarda anche il campo dei brevetti dei nuovi prodotti farmaceutici e la loro autorizzazione ad essere immessi nel mercato canadese.

TRASFERIMENTI DI PERSONALE – Il CETA renderà più semplice trasferire temporaneamente, tra l’Ue e il Canada, il personale delle società e i prestatori di servizi. In tale ambito, gli ingegneri, gli esperti contabili e gli architetti europei potranno fornire le loro prestazioni professionali direttamente ai clienti canadesi.

RIFORMA DEGLI ARBITRATI – Il Trattato prevede inoltre una riforma del sistema degli arbitrati: con l’intesa vengono creati dei nuovi tribunali per la risoluzione delle controversie tra aziende e Stati. Le clausole consentono di fare causa a uno Stato davanti a un arbitrato internazionale quando un investitore si ritiene danneggiato. Questo punto del Trattato è statoal centro di un’accesa discussione. Alla fine è stata concordata la creazione di un tribunale permanente, composto da giudici sia canadesi sia europei che verranno sorteggiati per occuparsi dei vari casi.

LE CRITICHE AL TRATTATO – Proprio mentre l’Europarlamento approvava il Ceta, a Strasburgo andavano in scena le proteste dei gruppi contrari all’accordo. Ma è dagli inizi delle trattative che si registra una forte opposizione al Ceta. L’accordo è stato contestato per non essere stato condotto in maniera chiara ed è stato più volte definito il <cavallo di Troia> del Ttip, ovvero del trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che riguarda Ue e Stati Uniti e che non è entrato in vigore. Per gli oppositori dell’accordo, inoltre, il CETA favorisce molto più le multinazionali che i cittadini e non garantisce abbastanza tutele per i prodotti e per l’ambiente. Lo scontro più acceso è stato però quello sul nuovo sistema di arbitraggio internazionale contro cui si è espresso anche il Parlamento della Vallonia, che ha posto il veto sul Trattato. Il contrasto è stato superato solo con le garanzie che si avrà un gruppo di avvocati misto, con membri scelti da Ue e Canada, e che le udienze saranno pubbliche.

 

 

 

 

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